Perchè ci si ammala
come si guarisce
Abbandono e dipendenza affettiva
Amore, stanotte aggiungi un posto… c’è un amico in più

Ilaria Alfano

È il protagonista dell’ultima fatica di Woody Allen, Vicky Cristina Barcelona (uscito in Italia lo scorso 17 ottobre). Prima ancora aveva scandalizzato ne I Sognatori (titolo originale The Dreamers, 2003) di Bertolucci. Sto parlando del ménage à trois rapporto-a-tre o triangolo, che dir se ne voglia una tra le fantasie erotiche più gettonate. Tornando alla pellicola, commedia sull’educazione sentimentale di: una Vicky, prima porzione del titolo, che sa quello che vuole, con un’idea tradizionale di romanticismo, di fedeltà, impegno che la porterà ad un matrimonio noioso con un uomo mortalmente noioso. E poi Cristina, una Scarlett Johansson musa alla ricerca di sé, che pensa sempre che il grande amore che sta cercando, quello “controintuitivo”, quello non comune e fuori dagli schemi, sia dietro l’angolo e dietro questo angolo, con risvolti tragico comici, finirà col vivere una relazione a tre con Javier Bardem e la forza della natura Penélope Cruz, la stessa a rivelarle che lei, Cristina, era “l’ingrediente mancante” della drammatica relazione con l’ex marito, che procedeva, o meglio, non-procedeva burrascosa prima dell’arrivo di questo elemento nuovo, senza nome, a colmare un vuoto che rendeva il quadro incompleto.

Ma le donne avrebbero tutte lo stesso coraggio di Penélope Cruz? Quanto costa, in termini di autostima ed immagine di sé, tradurre una fantasia in realtà, quanto può far piacere che il proprio patner scambi effusioni con un’altra persona, sconosciuta o meno, davanti ai nostri occhi? E, se epilogo di una scelta comune e ragionata, su quali motivazioni e aspettative si regge? E a quali dinamiche relazionali può portare, all’interno di una diade?
Spinta da queste e altre curiosità ho aperto una discussione sul tema in alcuni forum di riviste in formato on-line (metodo forse discutibilmente attendibile) e, scaduto il termine di quattro settimane, ho raccolto gli interventi, le testimonianze e i pareri di lettori, per la maggior parte donne in età compresa tra i 19 e i 35 anni (informazioni deducibili dai profili compilati dagli stessi o per gentile concessione degli ultimi). Erano presenti, mi sembra giusto precisare, altre precedenti discussioni sul tema dei rapporti a tre, di cui ho raccolto anche qui le testimonianze e ancora più post sulle fantasie erotiche in genere. Inoltre ho intervistato alcuni conoscenti, sia uomini che donne, di 22-23 anni di età, per farmi un’idea delle paure, dei desideri, delle fantasie inconfessabili in tema di sesso al fine di indagare se il triangolo rientrasse o no tra queste.


In alto e subito sopra due scene dal film di
Woody Allen Vicky Cristina Barcelona

Secondo un recente sondaggio del Centro studi e ricerche di psicologia emotocognitiva (http://www.srmpsicologia.com/ricerca/erotismo.htm) il 45% delle donne che si sono collegate al sito si è detto possibilista rispetto all’idea di fare l’amore con più persone. Percentuale che si capovolge quando la domanda è se si pensa di accettare un rapporto sessuale a tre, ovvero a tradurre il sogno in realtà, ben altra cosa! La trasgressione, in questo caso, parla soprattutto maschile. Va infatti forte soprattutto “l’uomo con due signorine”: ciò si spiega soprattutto in ragione del fatto che, al di là dell’enorme gratificazione che può provare un maschio all’idea di poter soddisfare due donne contemporaneamente, per lui il più grande eccitante sessuale è la vista, ricorda Francesco Alberoni in Sesso e amore (edito Rizzoli, 2005). Non per questo il voyeur è meno raro.. sono sempre di più quelli che si compiacciono nel vedere la propria donna con uno sconosciuto, sebbene gli uomini italiani siano ancora troppo possessivi per accettare di condividere la compagna. La gelosia è anche uno tra i primi motivi per cui le ragazze che hanno risposto al forum non si presterebbero mai ad un rapporto con il proprio patner e una terza: “non sarei mai disposta a farlo con il mio ragazzo- dice sparkling girl –io voglio l’esclusiva..e lui pure”.

“Alcune coppie si sono incrinate nel momento di questi ‘scambi pubblici’ –spiega Ghest6969, e anche Sissi, 32 anni, che ha partecipato perchè così ha vo-luto il suo uomo, perché sentiva che per lui era importante, ammette che si è trattato di un’esperienza talmente forte che ha deciso, dopo questa, di lasciarlo. Non c’era affiatamento? Mancava la complicità? Ci si è spinti, forse, troppo oltre. Ecco perché per un gran numero di ragazze si è rivelato più semplice lasciarsi andare, superare il limite con amici, amiche, insomma con qualcuno che non era il loro compagno abituale: tolti gelosia e problemi di possesso, restavano la fiducia, la voglia di sperimentare e, perché no, anche la consapevolezza che, una volta sperimentata l’iniezione di autostima che si prova a sentirsi (ed essere) desiderate da due uomini, non ci si sarebbe più rivisti. Rimedio per la vergogna, l’imbarazzo e l’impressione di aver guastato l’immagine di brava ragazza che a volte tanto preme di voler conservare a tutti i costi, per gli altri. Restando a cosa pensano le donne, una grande fetta delle rispondenti si lamenta del fatto che i loro patners sarebbero disponibili allo schema uomo+donna+donna ma non a quello donna+uomo+uomo, e ne lamentano l’egoismo e il maschilismo..

A rompere questo clima di consenso e trasgressione, se così vogliamo chiamarlo, dal forum una voce isolata ma determinata: quella di debora, ad ammansirci che “noi attribuiamo spesso e volentieri accanto alla parola sesso, la parola trasgressione, ma non è così! ..se volete davvero trasgredire tornate alla normalità, perché oggi essere normali è la vera trasgressione!!”.
E con normali, intende classici e tradizionalisti. La risposta a Woody Allen?

 
 
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