Perchè ci si ammala
come si guarisce
Abbandono e dipendenza affettiva
Antiche ferite

«Non mi ama nessuno…», «È andata male anche questa volta… », «Era la persona sbagliata» Sono tutte frasi che ognuno di noi qualche volta ha pronunciato.
C’è qualcuno però per cui queste frasi sono vere sempre, al di là di particolari momenti di debolezza.
Il bisogno di affetto inappagato spesso ha origini lontane, in un’esperienza amorosa non felice, magari vissuta nell’infanzia, nel rapporto difficile con i genitori, che si è radicata profondamente influenzando tutte le successive relazioni affettive. Che puntualmente falliscono. Per vivere e non sopravvivere malati d’amore è necessario analizzare a fondo e riportare in superficie questa esperienza, per potersene liberare e recuperare la capacità di amare ed essere felicemente amati. Sia chiaro però: analizzare non vuol dire giustificare (nessun figlio potrebbe giustificare il disamore), ma comprendere, capire.

Nasciamo traditi, diceva Aldo Carotenuto. Il parto è infatti, per madre e figlio, momento di grande dolore: la prima vera, più profonda separazione, il primo abbandono, il primo tradimento. L’unico reciproco. Simultaneo. Il passaggio dal ventre al mondo non è indolore, è fonte di grande angoscia. Solo la mamma può “salvare” il suo bambino daquesto stato di angoscia che, se non curato ( nel senso di non trattato con cura), può generare angoscia e frustrazione destinate a restare per sempre. La madre, infatti, rappresenta per il neonato, l’unica fonte di serenità e rassicurazioni. Non a caso caratteristiche fondamentali dei legami affettivi sono gli aspetti di ATTACCAMENTO, CURA e LEALTA’. La lealtà è un elemento fondamentale delle relazioni amorose tra adulti malgrado il fatto che, comunque, neppure un figlio vada mai tradito.
L’attaccamento e la cura hanno la loro massima espressione proprio nella relazione madre figlio ma sono necessari e indispensabili anche nelle relazioni di coppia. Va da sé che se non li abbiamo appresi… Se nessuno ci ha dato forza e serenità permettendoci un sano attaccamento (a cui, ovviamente, una volta sazi seguirà il distacco), vivremmo relazioni amorose fatte di attaccamenti ansiosi (gelosia ossessiva), dipendenza affettiva ( senza di lui/lei non valgo niente, non posso vivere, lui/lei era la mia unica ragione di vita etc) e distacco emotivo (non mi ama nessuno-io non amo nessuno, non ho bisogno di nessuno).
Se nessuno ha soddisfatto i nostri bisogni emotivi, prestandoci cura e attenzione cresceremo cercando in chiunque qualcuno in grado di prendersi cura di noi o rifiutandondoci di prestare cura a chiunque, proprio per evitare di renderci ulteriormente conto di quanto ci sia stato negato. L’attaccamento e la cura hanno poco valore se vengono “delegati”. Quelli di una tata, di un insegnante o della vecchia zia amplificano ulteriormente il senso di distanza dalla figura materna, alimentano e confermano la sensazione di non essere desiderati, confermano il rifiuto. I neonati, infatti, devono potersi legare ad una sola figura ( in genere la mamma) perchè così da adulti saranno capaci di emozioni profonde. I bambini costretti a vivereattaccamenti multipli vivranno da adulti più facilmente emozioni superficiali.
L’attaccamento e la cura insieme costituiscono le fondamenta per la crescita e lo sviluppo di una personalità affettivamente sana. Ma da sole non bastano. E’ necessario che la mamma trasmetta al suo bambino anche la FIDUCIA DI BASE vale a dire la FIDUCIA IN SE’ e LA FIDUCIA NEGLI ALTRI.
Un bambino a cui attraverso le coccole, l’attenzione e la cura è stata trasmessa la fiducia in sé e negli altri sarà un adulto sano ed equilibrato.
Un bimbo che non ha fiducia in sé avrà timore degli altri, non si sentirà mai “all’altezza”, avrà bassa autostima e svilupperà, da adulto, una personalità di tipo dipendente nel tentativo di trovare in una sostanza o in una persona la forza che gli manca. Il bimbo a cui non è stata trasmessa la fiducia negli altri sarà egocentrico e narcisista, avrà difficoltà a confrontarsi, a sottoporsi a critiche e a giudizi e per questo gli sarà difficile vivere sane relazioni affettive.

Si smette di soffrire per amore quando si arriva a far pace con se stessi quando la serenità riesce a placare la colpa, il senso di colpa per non essere stati abbastanza amabili. La colpa di esserci stati.

 
 
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